3 caratteristiche per indicizzare i video su youtube

Indicizzare un video su YouTube significa fare in modo che YouTube, quando un utente effettua una ricerca, mostri il nostro video tra i primi posti nell’elenco dei risultati proposti al fine di aumentare le visualizzazioni.

È lo stesso concetto che si ha su Google con i siti web. Su Google (e sui motori di ricerca in generale) l’attività di ottimizzazione del nostro sito affinchè si posizioni meglio tra i risultati si chiama SEO. Su YouTube si chiama… YouTube SEO 🙂

Ed infatti alcune tecniche derivano proprio dalla SEO classica.

Quali criteri usa YouTube per indicizzare un video?

Un video su YouTube ha diverse caratteristiche. Diversi segnali che YouTube utilizza per stabilire quanto in alto dovrà comparire quando un utente effettua una ricerca.

Classifico queste caratteristiche in 3 macrocategorie che chiamerò – derivando in qualche modo i termini dalla SEO classica – on-video, off-video e hybrid.

Queste sono le 3 caratteristiche che utilizza YouTube per indicizzare un video.

Ogni carattatteristica poi è composta da diversi dettagli. Vediamoli insieme.

1. Caratteristiche On-Video

Le caratteristiche on-video sono quelle che controlliamo completamente noi, autori del video e gestori del canale YouTube.

Di seguito una breve descrizione dele caratteristiche on-video.

Titolo

È il titolo del video, che deve contenere in modo naturale la parola chiave principale per la quale è ottimizzato il tuo video (esattamente come un articolo viene ottimizzato per una parola chiave principale).

Descrizione

5000 caratteri a disposizione per aggiungere informazioni al tuo video. Questo spazio non è da sottovalutare.

Non limitiamoci a qualche sintetica frase, ma cerchiamo di sfruttare al meglio tutte le 5000 parole che ci mette a disposizione YouTube.

La descrizione è una parte fondamentale anche per far “uscire” il nostro video da Youtube. Google infatti utilizza anche la descrizione per stabilire se e quando un video di YouTube risponde ad una domanda dell’utente. Ed è anche sulla base del testo che hai inserito qui (ottimizzato magari dopo un’attività di keyword research) che Google lo mostra sulla propria pagina dei risultati.

Esempio di video YouTube nei risultati di ricerca di Google

Hashtag

Elementi visibili all’utente finale e cliccabili. Sono proprio degli hastag, come quelli presenti in praticamente tutti gli altri social media.

Ad esempio, per un video che tratta un argomento di marketing un hashtag potrebbe essere appunto #marketing.

Ovviamente gli hashtag, come in tutti i social network (scusa, social media) che li supportano, devono essere composti da una sola parola. Quindi se ti parlo di torta al cioccolato, anche su YouTube l’hashtag sarà #tortaalcioccolato.

Sono uno strumento di scoperta per gli utenti (clicco e trovo altri video che parlano della stessa tematica – anche tuoi, dato che puoi usare lo stesso hashtag su più video) ed un ulteriore elemento utilizzato da YouTube per indicizzare il video.

È opportuno infatti limitare il numero di hashtag al massimo a 15. Se un video ne ha più di 15, questi verranno ignorati. Ma proprio perchè sono una risorsa limitata, YouTube li considera come un elemento importante per l’indicizzazione del video.

Gli hashtag, così come sono visti dagli utenti. Sono dei link che portano ad un elenco di tutti i video che contengono lo stesso hashtag

Tag

Questi non sono direttamente visibili agli utenti e vengono inseriti dal titolare del canale YouTube per segnalare al motore quali sono delle possibili chiavi di ricerca per le quali il video rappresenta una risposta.

Sono comunque disponibili tramite le API di YouTube (roba da programmatori), quindi praticamente tutti gli strumenti di analisi ti permettono di vedere quali sono i tag associati ad un video.

I tag di Despacito… ebbene sì, il video con più visualizzazione di sempre… anche più di Gangnam Style di Psy (i tag te li ho evidenziati e sono in basso a destra… nel caso stessi ancora guardando la ragazza 😀 ) … la schermata è ottenuta con TubeBuddy un plugin per Chrome che si aggancia all’omonimo servizio online

Testo del video e sottotitoli

Quando carichi un video, YouTube lo analizza ed ascolta il parlato cercando di convertirlo in sottotitoli (ne ho già parlato in questo articolo). Ci riesce con una buona approssimazione, ma non ottima (circa il 30% delle parole sono errate).

Quindi, se l’obiettivo è migliorare l’indicizzazione del video, è buona norma aggiornare questi sottotitoli.

Diverse ricerche hanno evidenziato inoltre come video con sottotitoli ottimizzati (quindi non quelli automatici) si posizionino meglio nei risultati di ricerca.

Quindi sì, anche quello che si dice nel video contribuisce al posizionamento del video stesso (questo evidentemente non vale per i video in cui non si parla).

Nome del file

Il nome del file video è un altro elemento da tenere in considerazione. Stabilita la parola chiave principale, è opportuno utilizzarla per rinominare il file, prima di caricarlo su YouTube.

Non cambia il posizionamento in maniera netta, ma è comunque un altro fattore da tenere in considerazione (cosa che io non ho fatto nel video che riporto come esempio nell’immagine più in alto 😕 )

Playlist

Una playlist è una raccolta di video con un titolo ed una descrizione. In tal senso anche la playlist quindi è un elemento utilizzato da YouTube per indicizzare il video (talvolta come risultato di una ricerca hai proprio una playlist anzichè un video).

Peraltro, tu – in qualità di gestore del canale YouTube – hai la possibilità di segnalare a YouTube, che una particolare playlist è la playlist ufficiale di una serie (ad esempio io ho creato playlist ufficiali per la serie sulla Gamification, sulla Teoria dei Sei Gradi di Separazione, sull’Intelligenza Artificiale, sul Neuromarketing e sul Data Driven Marketing per PMI).

2. Caratteristiche off-video

Magari fosse sufficiente controllare il titolo e la descrizione per posizionare il mio video“, pensa il gestore del canale di turno.

Per fortuna che YouTube controlla anche altri parametri dipendenti da quello che piace alle persone“, pensa invece l’utente di YouTube.

Già, perchè in realtà, dopo che il video è stato caricato, l’algoritmo di YouTube utilizza anche tutti quelli che sono i parametri comportamentali degli utenti per capire la qualità di un video. Quindi, se le caratteristiche on-video servono a far capire a YouTube di cosa parla quel video, le caratteristiche off-video servono a fargli capire quanto sia valido lo stesso video.

Ma quali sono queste caratteristiche off-video? Eccole.

Visualizzazioni “e dintorni”

Un tempo (prima del 2012) il numero delle visualizzazioni era quasi tutto quello che serviva. Maggiore era il numero delle visualizzazioni, più alta veniva considerata la qualità del video… 1000 visualizzazioni da pochi secondi valevano molto di più di 10 visualizzazioni da un’ora ciascuna.

Oltre al numero di visualizzazioni, concorrevano anche i seguenti parametri:

  • numero di “mi piace”
  • numero di “non mi piace”
  • numero di condivisioni
  • numero di commenti
  • numero di backlink: quanti siti puntavano al nostro video
  • numero di iscritti al canale

Session Watch Time

Fino al 2012, far salire in classifica un video era abbastanza facile (con un po’ di soldi si compravano visite, like ecc) ed il gioco era fatto, ma dal 2012 l’algoritmo si è evoluto e si è introdotto il watch time, decisamente più complicato da falsare.

Quanto dura la visualizzazione dei miei utenti? Se il mio video dura 5 minuti ed un utente o guarda tutto, il watch time è di 5 minuti, giusto?

Più o meno… in realtà YouTube misura il watch time di sessione.

Il watch time di sessione di un video è un parametro un po’ più complicato, ma nulla di impossibile da capire.

Te lo spiego però con un esempio.

Quando un utente guarda più di un video

Immagina di aprire un video X su YouTube da 3 minuti e di guardarlo tutto e poi di chiudere il browser. In questo caso è semplice, il watch time di sessione di quel video è di 3 minuti.

Immagina ora di aprire un video Y da 3 minuti e di guardarlo tutto, ed alla fine di quel video di guardare un altro video Z da 7 minuti (e per semplicità, diciamo che lo guardi ancora tutto) e poi un video K da 2 minuti (ed ancora, lo guardi tutto… perchè a te piace guardare i video fino alla fine 😊 ).

In questo caso, abbiamo la seguente situazione:

  • il watch time di sessione del video K (l’ultimo che hai guardato prima di aver chiuso il browser) è di 2 minuti
  • il watch time di sessione del video Z (il penultimo) è di 7+2=9 minuti
  • il watch time di sessione del video Y (il primo) è di ben 12 minuti

Sì, perchè quello che conta è la sessione di visualizzazione di un utente. Quindi un video può avere un watch time di sessione superiore alla propria durata, semplicemente perchè al tempo che un utente spende su di esso, si somma anche il tempo che lo stesso utente spende sui video successivi, nella stessa sessione (cioè a quelli che guarda dopo, fino a che non esce da YouTube).

Quindi un video viene considerato di qualità se è in grado, al suo termine, di far rimanere un utente su YouTube con un altro video.

Engagement Watch Time e Quality Watch Time

Ma il Session Watch Time sembra non sia abbastanza e quindi, ecco all’orizzonte altre due nuove metriche. L’engagement watch time è il tempo speso dagli utenti a leggere e rispondere ai commenti ed in generale ad interagire con un video.

Il quality watch time è infine l’ultimo parametro di cui ancora si conosce pochissimo. Si sa che nelle intenzioni di YouTube il QWT è quel parametro che dovrebbe misurare quanto un video riesce a coinvolgere un utente in un modo che vada oltre il semplice “rimanere incollato allo schermo“, ma come la tv del mondo voglia misurare questo obiettivo non è ancora noto, anche se l’intenzione sembrerebbe nobile (che poi ovviamente il tutto è mosso dall’intenzione di portare sempre più inserzionisti sulla piattaforma).

3. Caratteristiche hybrid

Ci sono infine altre caratteristiche che controlliamo completamente noi (come le caratteristiche on-video), ma che in realtà non sono direttamente indicizzabili ed hanno un impatto sul comportamento dell’utente (come quelle off-video). Queste sono quelle che ho chiamato caratteristiche hybrid:

  • Copertina: questa è una delle prime cose che un utente vede. Non è utilizzata da YouTube per la SEO, ma influisce sulle reazioni degli utenti, quindi sul watch time e quindi, in ultima analisi, sul posizionamento del tuo video
  • Cards: le cards sono quella specie di link che ogni tanto compare in alto a destra durante un video. Come la copertina, concorrono ad aumentare la durata della sessione di un utente, perchè lo portano ad altri video
esempio di card durante un video
  • Schermate finali: concettualmente simili alle card, ma compaiono alla fine del video.
esempio di schermata finale, con link a video, playlist o canale (i canali idonei possono inserire anche link a siti web)

Nota che il titolo e le prime due righe della descrizione, oltre ad essere utilizzate da YouTube per indicizzare il video, sono fondamentali anche per il session watch time, perchè è fondamentalmente sulla base di quegli elementi (insieme alla copertina) che un utente sceglie se iniziare o meno a guardare il video

Anche i sottotitoli incidono sul watch time di sessione. Non sempre gli utenti possono guardare il video con l’audio attivato. Avere dei sottotitoli di qualità permette loro di fruire ugualmente del nostro contenuto.

Open Captions vs Closed Captions

Da questo punto di vista è opportuno notare che i sottotitoli possono essere inseriti direttamente nel video oppure aggiunti successivamente e gestiti da YouTube.

Nel primo caso si parla di Open Captions, ovvero di quei sottotitoli che fanno parte del video, come se fosse un’immagine (sono fusi nei singoli fotogrammi). Non si possono accendere o spegnere. Sono aggiunti in fase di creazione del video (in fase di render) e non si possono più rimuovere.

I Closed Captions invece sono quei sottotitoli gestiti da YouTube (o in generale dalla piattaforma video) e possono essere accesi o spenti. Sono dei file di testo che contengono anche delle indicazioni temporali che la piattaforma utilizza per sapere quando mostrare le singole frasi.

Open e Closed Captions sono entrambi utili ad aumentare il watch time, ma solo i closed captions possono essere indicizzati ed interpretati da YouTube.

Conclusioni

Così come la SEO per le pagine web è composta da azioni on page (quelle che controlliamo noi sul nostro sito) e da azioni off page (il comportamento degli utenti e degli altri siti rispetto al nostro sito), allo stesso modo si hanno diverse azioni che concorrono al calcolo della posizione del video per una determinata ricerca.

Esistono diversi strumenti da utilizzare per supportare l’attività di indicizzazione dei video per YouTube (te ne parlerò in un altro articolo), anche se l’elemento numero uno e di gran lunga più importante è sempre e solo uno: la qualità del contenuto che realizziamo.

Che il video sia creato per far crescere il tuo canale youtube o per una campagna di web marketing, la maggior parte del “punteggio” (diciamo così) che YouTube gli assegnerà per stabilire quanto rilevante sia quel video per la ricerca di un utente, si baserà sulla qualità del contenuto stesso.

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