Formati di contenuto per diversificare il content marketing

Quali sono i migliori formati di contenuto per diversificare la mia strategia di content marketing? Questa la domanda posta da un utente su Quora alla quale voglio rispondere qui.

I migliori formati di contenuto, dal punto di vista dei numeri e delle previsioni per il futuro, sono il formato video e l’audio per il podcast.

Questa è la mia risposta “secca” alla domanda.

Di seguito aggiungo qualche informazione per chi volesse approfondire.

Rileggiamo la domanda: quali sono i migliori formati di contenuto per diversificare la strategia di content marketing.

Credo che, “migliori” e “diversificare” siano gli aspetti fondamentali della domanda. Rispondere che i migliori formati di contenuto siano il video e l’audio non può essere considerata una risposta a tutte le esigenze, per quanto personalmente li ritenga spesso i migliori.

Come sempre, contesti diversi hanno soluzioni diverse.

Per provare a dare una risposta però ho bisogno di fare qualche premessa.

Contenitore e contenuto

Formati di contenitore

Video ed audio, testo ed immagine sono semplicemente dei formati di contenitore… contenitori molto generici peraltro (i tecnicismi relativi alle differenze tra un file .mp4 ed un file .avi – per quanto sempre contenitori di video – non sono importanti).

Anche il videogame in un certo senso è un formato di contenitore. Il contenitore di un contenuto interattivo, che ha componenti visive ed uditive, che cambia nel tempo e che, soprattutto, è interattivo.
Senza l’interattività, potremmo parlare di un film.

Così come whitepaper ed ebook sono formati di contenitore.

All’interno di ogni formato di contenitore, ci sono poi i formati di contenuto, che potremmo anche chiamare generi.

Formati di contenuto (o genere)

Nei videogame il concetto di genere è intuitivo: sparatutto, strategia, sport, simulazione, casual game, ecc. Ma non è troppo complesso trovare dei generi anche per gli altri contenitori. Per quanto riguarda video, audio e testo… (tutti contenitori che in un certo senso hanno una dimensione temporale – mamma mia, non vorrei essere troppo filosofico in questa risposta 🤯, ma vabbè, mal che vada adesso passerai a leggere altro, 😢, ma se non molli, tra poco torno alla parte più concreta 😄)

Dicevo, per quanto riguarda video, audio e testo, con le opportune differenze, credo di poter creare un elenco unico di generi.

Certo, il video già di per sè è un formato multisensoriale (posso inserire anche dei testi e dell’audio). L’audio ha una sola dimensione dal punto di vista dei sensi coinvolti, mentre per testo, diciamo che non ci limitiamo al solo testo puro, ma piuttosto al mix di testo e di immagini (tutto ciò che può essere realizzato su carta stampata, per semplificare).
Nonostante queste differenze, però, credo appunto di poter creare un unico elenco.

Ecco quindi una lista (incompleta) di generi che possono essere realizzati con video, audio o testo:

  • guida passo-passo
  • how-to
  • nozioni di base (introduzione a… cosa è…)
  • commentare notizie di attualità
  • raccontare una storia
  • approfondire un concetto
  • recensire un prodotto
  • confrontare più prodotti

ed anche utilizzare un prodotto in un modo diverso da quello per il quale è stato creato è un genere. Il cosiddetto hacking, sul quale qualcuno ci ha fatto fortuna.

Vedi ad esempio il caso della blendtech che ha costruito la sua fortuna proprio utilizzando il proprio con l’hacking del proprio prodotto

Un video del canale “will it blend?” (si “tritolerà”?), dove si prova a tritare un iPhoneX… 500K+ visualizzazioni

Ci sono infine i formati grafici, con i quali possiamo gestire ad esempio fotografie, grafici di business ed infografiche (queste ultime in particolare sono un formato che funziona bene).

E lo stile?

E veniamo alla questione centrale, che potrei riassumere in questo modo: il contenitore ed il contenuto (genere) saranno anche importanti, ma quello che conta poi è il come lo realizzi.

Concetto che parafrasato e semplificato diventa: non importano le dimensioni, ma come lo si usa.

Il video potrà essere anche un formato più apprezzato dagli utenti (lo dicono i numeri appunto).

La maggior parte degli utenti di YouTube potrà anche cercare dei video sul “come riparare” qualcosa, relativamente alla casa o alla macchina (ancora una volta, lo dicono i numeri).

Ma i numeri sono solo la sintesi di una tendenza. Non significa ovviamente che sia sufficiente creare un video di how-to-fix per ottenere tante visualizzazioni.

Così come non è sufficiente realizzare un nuovo social media per creare un’azienda milionaria (Google+ docet).

Quindi, quali formati di contenuto?

E quindi, che mi consigli? (ti starai chiedendo)

Anzitutto, ti consiglio di avere uno stile di comunicazione tuo. Non copiare. Non usare i suggerimenti di Yoast, SEMrush (o altri strumenti che aiutano a scrivere ed ottimizzare contenuti per la SEO) come se fossero tutte e sole le regole da seguire (vanno usati, ma con criterio).

Un tweet può risultare molto più efficace di un video.

Detto questo, naturalmente confermo quanto detto in apertura di questa risposta. Solo che a questo punto dovrebbe essere chiaro che non si tratta solo di puntare su video ed audio per podcast, ma di realizzare questi contenuti con originalità.

Si può diversificare cambiando contenitore (ho un blog ed aggiungo un canale su YouTube) o diversificare con rubriche diverse su un blog (recensioni di prodotti, commenti alla notizia del giorno, la sintesi di un evento business, il racconto di una giornata in fiera, ecc) o un mix delle cose.

Da questo punto di vista il concetto di “migliore” capisci che diventa molto relativo. Ho provato a darti sia una risposta secca che degli elementi per permetterti di fare delle considerazioni. Spero ti possano essere utili.

Non c’è davvero altro?

Beh, aggiungerei un’ultima nota. Pur ritenendo valido tutto quanto scritto fino a qui, c’è a mio parere un ultimo elemento oggettivo da valutare: la competizione.

La qualità della realizzazione di un contenuto è tanto più importante, quanto è maggiore la concorrenza su quel canale (per il tuo settore).

Il podcast ad esempio, sta crescendo adesso (scrivo questa risposta nell’ottobre del 2019), ed ha ancora molto spazio. Se il contenuto ha un valore per chi lo ascolta e non c’è concorrenza (o poca), può essere un ottimo formato sul quale sperimentare e provare a migliorarsi (perchè comunque nel content marketing l’obiettivo deve essere quello di arrivare a creare contenuti di qualità sempre migliore).

In altre parole, può darsi (ribadisco p-u-ò d-a-r-s-i) che su alcuni canali, la qualità della realizzazione possa essere meno importante all’inizio, ammesso che il contenuto abbia comunque valore. Se parli di aria fritta, nessuno comunque ti seguirà, anche se non c’è concorrenza.

YouTube è un discorso analogo per un certo punto di vista. YouTube è un social media, ma al tempo stesso è anche un motore di ricerca di contenuti ed una piattaforma per condividere video.

Senza voler mescolare le tre cose, se l’obiettivo è quello di creare un canale di successo su YouTube, il fatto che il canale sia popolare e pieno di cretor, non significa che non ci sia spazio in assoluto, anzi!

L’analisi su un canale va effettuata all’interno del proprio settore e del proprio target. In ambito business bisogna chiedersi: i miei potenziali clienti, chi e cosa possono trovare su YouTube che soddisfi già il loro bisogno?

Per molte aziende e molti settori (soprattutto nel B2B), YouTube è ancora uno spazio non presidiato… ricorda un po’ una scena di questo tipo:

tumbleweed o pianta secca che rotola nel deserto
c’è nessuno?

YouTube è un social media frequentato da molte persone, che magari cercano sì contenuti di intrattenimento, di approfondimento o per soddisfare un bisogno specifico. Ma in generale sono persone che conoscono la piattaforma e la usano quotidianamente.

Persone che hanno anche un ruolo professionale (esattamente come avviene per gli oltre 2 miliardi di utenti di Facebook… ci sono anche amministratori delegati e responsabili acquisti su Facebook) e che quindi sono già pronti per guardare video per il proprio lavoro… se utili ovviamente.


Hai un’azienda B2B e ti interessa una strategia di content marketing per YouTube?

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