La gamification nel marketing, anche B2B

Cosa è la gamification?

Se non ne hai mai sentito parlare il nome potrebbe risultare fuorviante. La gamification è una disciplina con la quale si inseriscono elementi ludici all’interno di contesti professionali.

La gamification è una tematica che seguo da diverso tempo e che mi appassiona parecchio… Se ti interessa approfondire qualche aspetto o conoscerne le origini, ho dedicato alla gamification anche un episodio in 3 puntate sul mio canale YouTube.

Quindi sì: il termine gamification richiama l’idea di gioco. Ma no: non si tratta di trasformare in un gioco il tuo sito web, la tua campagna marketing o la tua app.

Si tratta piuttosto di fare in modo che gli utenti trovino piacere nel fare quel qualcosa che dovrebbero fare (in ambito lavorativo ad esempio).
O che speri facciano (in ambito marketing).

In realtà la gamification è ormai molto presente nel mondo online, ed un occhio allenato la può trovare in tantissimi contesti diversi.

Completare una missione

Ti faccio un solo esempio per darti un’idea di cosa sia la gamification, ma ci sono diversi libri su questa tematica. L’argomento è davvero ampio.

Hai presente che nei giochi (non solo i videogiochi, ma anche un gioco più tradizionale come nascondino) c’è sempre un obiettivo da raggiungere? Distruggere un nemico, sopravvivere il più possibile, portare la pedina al centro del tavolo di gioco, prendere tutte le carte (o perderle tutte), trovare i nascondigli di tutti i tuoi amici… insomma, l’obiettivo ti permette di capire quando il gioco è finito.

Ecco, quando si hanno obiettivi complessi, in genere il gioco mette a disposizione anche un elemento che ci faccia capire a che punto siamo.

Ancora, nel calcio, dove l’obiettivo è “segnare il maggior numero di goal entro un certo intervallo di tempo“, il cronometro è l’elemento che ci dice quanto siamo distanti dalla fine.

E se in un altro gioco il tuo obiettivo fosse “raccogliere 100 funghi nel bosco incantato” allora potresti avere un contatore ed una barra di progressione che ti dice come stai andando e quanto manca per il raggiungimento del tuo obiettivo.

I vari numeri nei social o le barre di progressione che ci dicono “quanto manca al completamento della registrazione al nuovo servizio” o ancora il collezionare oggetti (pensa alle iniziative di loyalty nella GDO) sono tutti esempi di applicazione della gamification.

La mia esperienza con la gamification

Oltre ai libri ed alle certificazioni, ho anche all’attivo qualche progetto nel quale ho applicato la gamification. Qui sotto ad esempio, un’app che ho sviluppato tempo fa (ora non è più disponibile). Ho progettato questa app sfruttando diverse meccaniche come le missioni, i bonus e la barra di progressione (che poi non era una barra, ma in questo caso un semplice conto alla rovescia).

In questo specifico progetto, ad esempio, avevo l’esigenza di incentivare gli utenti a caricare delle frasi in quello che era una sorta di diario.

È la classica esigenza che hanno le piattaforme che hanno bisogno di contenuti generati dagli utenti per trovare altri utenti… l’esigenza dell’uovo e della gallina.

Qui, sono passato da zero ad oltre 70.000 contenuti generati dagli utenti (in 3 lingue) in meno di un anno ed in maniera organica. Semplicemente progettando delle “regole di gioco” adeguate a soddisfare il mio obiettivo.

La gamification nel marketing

La gamification si applica a tantissimi settori diversi, dallo sport alla salute, dal marketing all’ambito lavorativo. Un caso emblematico è il Microsoft Language Quality Game, un sistema gamificato per migliorare le traduzioni del sistema operativo Windows.

Ed il marketing appunto, come ad esempio il caso del Samsung Galaxy S4… uno degli esempi di cui ti parlo nell’ultimo episodio sulla Gamification

Gamification nel marketing B2B?

Anche nel marketing B2B, sì, certo.

Nel marketing B2B la comunicazione sta cambiando. Qualche azienda puramente B2B sta già provando approcci comunicativi più orientati alle persone, con uno stile quasi da B2C.

Tuttavia, come ho già avuto modo di dire anche prima, l’utilizzo della gamification non implica la necessità di cambiare il proprio stile comunicativo.

Si può utilizzare la gamification all’interno della propria campagna marketing, introducendo qualche elemento (in una campagna B2B che ho seguito tempo fa, gli utenti erano incentivati a scoprire il messaggio un pezzo alla volta, il che portava ad un loro maggiore coinvolgimento) oppure si può creare un sistema gamificato: un’app, un sito, un concorso. Un sistema più complesso con regole progettate per portare anche divertimento agli utenti.

Su quest’ultima frase si potrebbe parlare per ore, ma aggiungo solo una nota: “divertente” non significa che deve fare ridere, ma è da interpretare più come “piacevole“. Si tratta di qualche cosa che l’utente ha voglia di fare.

Quindi, anche se la tua è un’azienda B2B con uno stile comunicativo molto formale (ambito medico, universitario, ricerca scientifica), questo non significa che tu non possa utilizzare la gamification nelle tue campagne marketing o in generale nella tua azienda.

Chi sono

Dal 2012 mi occupo di marketing B2B per importanti multinazionali del settore tecnologico e per aziende italiane medio-grandi di diversi settori su mercati internazionali.
Ho progettato e coordinato decine di progetti marketing nazionali ed internazionali, in ambito B2B, dalle campagne di lead generation alla promozione di eventi business, anche in co-marketing.

Collaboro con alcune agenzie di Brescia e Milano.

Sono disponibile come consulente marketing freelance a Brescia, Bergamo, Milano, Cremona, Verona, Parma, Mantova, Modena, Piacenza, Reggio Emilia.

Raggiungibile ovunque via Skype.

Ti invito a leggere la pagina del mio profilo per ulteriori informazioni.

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